lunedì 19 febbraio 2007

GOOGLE FINISCE SOTTO ACCUSA

NEW YORK, FEBBRAIO 2007 - I grandi gruppi media contro Google: il primo motore al mondo di ricerche online finisce nel mirino per violazione del copyright. News Corp, Viacom, Sony, Time Warner, Walt Disney ed Nbc accusano Google di aver collaborato con due siti Internet, EasyDownloadCenter.com e DownloadPlace.com, che permettono di scaricare gratuitamente film da Internet. Le grandi societa' sostengono che la compagnia avrebbe venduto annunci pubblicitari ai due siti per oltre 800mila dollari

I BLOG SULLA CARTA: TRA ANTICO E MODERNO


Scrivere sul web e ritrovarsi negli scaffali delle librerie. E' questo il progetto “Scrittomisto" di RGB la prima casa editrice virtuale che pubblica i contenuti della rete, in particolare dei blog.


PERCHE'?
L'idea, nata nel 2006, ha alla base la convinzione che i contenuti in rete siano nuovi e originali ma che, restando solo sul web, per ora raggiungano un numero di lettori limitato.
In internet circolano contenuti innovativi, spesso frutto della creatività e competenza degli utenti:
informazioni, curiosità, video, approfondimenti, fotografie.
I destinatari di ieri sono diventati le fonti di oggi. Ma non sempre è facile orientarsi nel mare magnum del web.



OBIETTIVI DEL PROGETTO
Il progetto “Scrittomisto”, pubblicando contenuti virtuali sulla carta stampata, non vuole tornare al passato. Come afferma Claudia Rossi, “Interpretare la scelta della pubblicazione cartacea come un passo indietro significa non saper guardare al di là del proprio ombelico e non avere lo sguardo d’insieme che invece dimostrano di possedere questi ragazzi. Nella consapevolezza che il futuro è digitale, il lavoro necessario in questo momento e in questo Paese - che è il nostro - è quello di educare al “nuovo” giocando con il vecchio e mescolandolo ad esso per confonderne i confini e smussarne le differenze”.
Con "Scritto misto" i nuovi contenuti circolano anche su vecchi supporti e l'iniziativa si presenta, dunque, come un intento originale e positivo di mettere in contatto il mondo degli old media con quello dei new media.



LA COLLANA DI LIBRI
I primi sei volumi della collana sono usciti in libreria nel giugno 2006. Imminente è la pubblicazione dei tre libri vincitori del primo concorso letterario via web, in cui i blogger hanno pubblicato i propri testi sul web e dal web sono stati votati.
Per tutti i libri viene adottata la licenza Creative Commons: l'autore-blogger mantiene i diritti sui contenuti, non cede i testi ma si limita a permetterne la stampa e la distribuzione.

domenica 18 febbraio 2007

La "TELEFONINO DIPENDENZA": una sindrome dilagante! (4)

COSA NASCONDE LA TELEFONINO DIPENDENZA?
Ma cosa si nasconde sotto la telefonino-dipendenza? Oltre alla tendenza a investire affettivamente sul cellulare, che alla lunga finisce per possedere il suo padrone, risponde lo psicologo, spesso c’è anche un enorme bisogno di tenere sotto controllo qualcuno, seguendolo da lontano e verificandone gli spostamenti. E quello che accade al partner morbosamente geloso, o anche alla madre col figlio.

LA CURA
Il primo passo, quindi, è rendersi conto che esiste un disturbo. Per questo la Siipac, unica in Italia a trattare nello specifico questa nuova dipendenza - precisa Guerreschi - ha messo a punto un test di auto-diagnosi in 10 domande. Quesiti e responsi sono disponibili online, cliccando allindirizzo www.siipac.it, e poi alla voce cellulari addiction. Ma una volta scoperto di essere telefonino-dipendenti, il suggerimento dellesperto è di non fare nulla da soli. La maggior parte degli addicted interrompe bruscamente ogni comunicazione, senza capire che così rischia la sindrome dastinenza. La cura ideale consiste invece in una disintossicazione progressiva sotto la guida di uno specialista. E poiché il più delle volte a questa dipendenza si associa un disagio depressivo - conclude Guerreschi - è fondamentale un approccio integrato che preveda psicoterapia e, nel caso, farmaci ad hoc.


La "TELEFONINO DIPENDENZA": una sindrome dilagante! (3)

IL PARERE DELL’ESPERTO
A tracciare alla ADN KRONOS SALUTE l’identikit di chi non può fare a meno di sentire lo squillo in borsa o nel taschino, e di digitare vorticosamente sms a ogni ora, è lo psicologo Cesare Guerreschi, fondatore e presidente della Società italiana di intervento sulle patologie compulsive (Siipac). Per inquadrare il problema nella Penisola basta un dato: nel nostro Paese sono censiti 62 milioni di cellulari, più di uno a testa, sottolinea l’esperto. L’Italia - ricorda - è tra le nazioni prime in classifica per numero di telefonini e loro impiego. E la categoria dei cellularo-maniaci nazionali è in costante evoluzione. Al’linterno del 6-6,5% di dipendenti - aggiunge infatti Guerreschi - spunta un 1,1% di esibizionisti del telefonino: per lo più uomini con buone possibilità economiche, che mostrano a tutti il nuovo acquisto come fosse un trofeo e tengono a decantarne menù superaccessoriato, funzioni inedite e prezzo altissimo. Non solo telefonino-dipendenti, dunque, ma anche schiavi dell’ultimo modello: Cambiano cellulare ogni sei mesi al massimo - dice lo specialista - Sono iper-attenti a colore, design e costo, e comprano soltanto primizie e ultime novità.
Affezionati al cellulare come al migliore amico sono anche i ragazzini, avverte Guerreschi. Da una indagine condotta dalla Siipac sugli alunni delle scuole di Roma - riferisce infatti lo psicologo - risulta che il 96% dei 13-17enni possiede un cellulare, che nell80% dei casi il telefonino è un regalo dei genitori e che già a questa età il 6,5% dei giovani ha sviluppato un rapporto malato con l’apparecchio. Si fidanzano, si parlano e si lasciano via sms, e descrivono il cellulare come qualcosa che li fa sentire liberi, indipendenti e sicuri in qualunque momento, il giorno e la notte.
E per gli adulti? Un tempo vissuto come status symbol, oggi il telefonino è qualcosa di diverso. Non lo si usa tanto per necessità o per gestire gli impegni di lavoro - evidenzia ‘lesperto - La valenza del cellulare è per lo più affettivo-relazionale: da mezzo di comunicazione diventa oggetto sostitutivo della realtà, unico rapporto con il mondo, indispensabile filtro tra chi lo usa e gli altri. E quando si sfocia nella dipendenza patologica, nella compulsione conclamata, il rischio è il totale isolamento sociale, avverte lo specialista. Se l’alienato di un tempo si sentiva nudo senza orologio, il malato di cellularo-mania non vive senza telefonino. Non lo abbandona mai, lo utilizza sempre e con tutti. E se per caso prende coscienza del problema e prova a privarsi della sua droga, in agguato c’è la sindrome d’astinenza: apatia, perdita di appetito, calo della libido e addirittura, come riporta qualcuno, anche tendenze suicidarie, elenca Guerreschi.

La "TELEFONINO DIPENDENZA": una sindrome dilagante! (2)

PROFILO DEL “TELEFONINO DIPENDENTE
Se dimenticano a casa il cellulare entrano in crisi, con sintomi tipici di una vera e propria sindrome d’astinenza quali tristezza, noia, crisi d’ansia e inappetenza. Con sé hanno sempre la batteria di riserva o la ricari-card di scorta, e non spengono il loro unico ponte con il mondo nemmeno a tavola, di notte o in chiesa. Sono le vittime della telefonino-dipendenza, una nuova sindrome in continua crescita che colpisce in forma patologica fino a 6,5 italiani su 100. Soprattutto donne, 25-35enni e giovanissimi. Non il grande manager, ma lo studente e il lavoratore comune, di ceto medio o medio-basso.

sabato 17 febbraio 2007

La "TELEFONINO DIPENDENZA": una sindrome dilagante! (1)



Lo psicologo Cesare Guerreschi (fondatore della SIIPAC, Società Italianadi Intervento sulle patologie compulsive), lancia un allarme: dai suoi studi, infatti, emerge che 6,5 italiani su 100 sarebbero colpiti in forma patologica da una nuova sindrome, "la telefonino dipendenza"!

Accordo tra "APPLE DI JOBS" e "APPLE di BEATLES"



New York, febbraio 2007- La Apple di Steve Jobs ha trovato un accordo sul marchio con la Apple dei Beatles e potra' disporre del controllo del famoso simbolo della 'mela' sui suoi prodotti, come gli iPod, iTunes e i pc. Si chiude cosi' la controversia legale tra le due note societa'. "Noi amiamo i Beatles - spiega l'amministratore delegato della Apple, Steve Jobs - ed e' stato doloroso doverci contrapporre a loro sul marchio". I rappresentanti della casa discografica britannica sostenevano che il gruppo Usa Apple aveva infranto un accordo del 1991 secondo il quale si sarebbe astenuto dall'usare il marchio Apple, soprattutto nella distribuzione dei suoi prodotti iPod e iTunes. Per risolvere la controversia la Apple di Jobs aveva gia' pagato, a livello extragiudiziale, 26 milioni di dollari ai Beatles.