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domenica 25 marzo 2007

Editori in Rete: Nuovi strumenti digitali per il mercato editoriale


Argomento centrale dell'evento, è stato il mutamento che il mercato dell’editoria libraria ha vissuto, e sta vivendo, a seguito dell’introduzione di internet e delle nuove tecnologie digitali soprattutto nel marketing e nella distribuzione. Come hanno sottolineato più volte nella giornata l’editore Alberto Castelvecchi e Francesco Mizzau, responsabile del Centro studi Vivalibri, assistiamo da tempo ad un cambiamento paradigmatico che sta mutando radicalmente lo scenario e i rapporti di business che coinvologono editori, distributori, bibliotecari, autori, librai, giuristi, operatori culturali e lettori. Il convegno ha fotografato l’attuale stato dell’arte del mercato librario, focalizzandosi in particolare sul dibattito intorno ai sistemi di DRM - Digital Rights Management - e della loro relazione con le innovative modalità di scambio, condivisione, produzione e riproduzione che stanno modificando il valore del copyright, ma soprattutto, sullo "Tsunami digitale" – prendo in prestito la metafora naturalistica usata durante il convegno dal Prof. Valerio Eletti - provocato dai nuovi modelli di business pubblicitario sui motori di ricerca come Google .

lunedì 19 febbraio 2007

I BLOG SULLA CARTA: TRA ANTICO E MODERNO


Scrivere sul web e ritrovarsi negli scaffali delle librerie. E' questo il progetto “Scrittomisto" di RGB la prima casa editrice virtuale che pubblica i contenuti della rete, in particolare dei blog.


PERCHE'?
L'idea, nata nel 2006, ha alla base la convinzione che i contenuti in rete siano nuovi e originali ma che, restando solo sul web, per ora raggiungano un numero di lettori limitato.
In internet circolano contenuti innovativi, spesso frutto della creatività e competenza degli utenti:
informazioni, curiosità, video, approfondimenti, fotografie.
I destinatari di ieri sono diventati le fonti di oggi. Ma non sempre è facile orientarsi nel mare magnum del web.



OBIETTIVI DEL PROGETTO
Il progetto “Scrittomisto”, pubblicando contenuti virtuali sulla carta stampata, non vuole tornare al passato. Come afferma Claudia Rossi, “Interpretare la scelta della pubblicazione cartacea come un passo indietro significa non saper guardare al di là del proprio ombelico e non avere lo sguardo d’insieme che invece dimostrano di possedere questi ragazzi. Nella consapevolezza che il futuro è digitale, il lavoro necessario in questo momento e in questo Paese - che è il nostro - è quello di educare al “nuovo” giocando con il vecchio e mescolandolo ad esso per confonderne i confini e smussarne le differenze”.
Con "Scritto misto" i nuovi contenuti circolano anche su vecchi supporti e l'iniziativa si presenta, dunque, come un intento originale e positivo di mettere in contatto il mondo degli old media con quello dei new media.



LA COLLANA DI LIBRI
I primi sei volumi della collana sono usciti in libreria nel giugno 2006. Imminente è la pubblicazione dei tre libri vincitori del primo concorso letterario via web, in cui i blogger hanno pubblicato i propri testi sul web e dal web sono stati votati.
Per tutti i libri viene adottata la licenza Creative Commons: l'autore-blogger mantiene i diritti sui contenuti, non cede i testi ma si limita a permetterne la stampa e la distribuzione.

venerdì 16 febbraio 2007

NASCE IN RETE E SU CARTA LA PRIMA RIVISTA GLOBALE

Tyler Brùle, fondatore nel '96, a Londra, del noto peiodico di successo "Wallpaper", dopo aver venduto la sua creatura a Time si lancia oggi in un nuovo progetto: "Monocle", un giornale globale, stampato su carta ma pubblicato anche in rete, con audio e video, che vuole offrire le "istruzioni per l'uso della vita alla classe degli eletti".



Brûlé ha raccolto 10 milioni di dollari per lanciare Monocle, che ha la base a Londra e uffici a New York, Tokyo e Zurigo. Lo scopo è generare un prodotto svincolato dalla sua collocazione territoriale, che sveli tutte le novità più esclusive del pianeta. Per capire basta guardare ai capi del magazine, che oltre a Tyler sono il britannico Andrew Tuck, proveniente dall’Independent, l’americana Ann Marie Gardner del New York Times, l’australiana Robyn Holt che dirigeva Vogue in Russia e il giapponese Takeharu Sato, responsabile del settore moda. Il giornale, in inglese, avrà cinque sezioni: «Affairs», dedicato alla geopolitica con l’ambizione di influenzare l’agenda dei vecchi media; «Business», cioè l’economia, ma puntata sui fenomeni emergenti; «Culture», liberata dalla schiavitù delle solite celebrità, per rincorrere le nuove tendenze; «Design», interpretato come la scoperta delle mode del futuro; «Edits», veri e propri suggerimenti su come spendere i soldi, dal vino ai massaggi coreani.

Brûlé sostiene che sarà contento solo quando gli ospiti di una cena organizzata da un suo raffinato lettore gli chiederanno stupiti come ha trovato il menu, da dove viene la musica suonata dal suo gadget tecnologico d’avanguardia e perché mai conosce alla perfezione gli sviluppi sociali della California meridionale che presto influenzeranno le abitudini europee.

Monocle sarà il magazine più snob al mondo, per la nuova classe dei professionisti globali che viaggiano in continuazione e vogliono sapere dove cenare ad Hanoi e chi comanda a Lagos. Troveranno tutto ciò nelle pagine patinate della prima rivista internazionale, che uscirà dieci volte l’anno in Europa, America e Asia, ma anche sul sito Internet, dove oltre agli articoli dell’edizione cartacea ci saranno audio, video e documentari girati apposta. Spiega Brûlé: «Vogliamo creare una comunità delle persone più interessate e interessanti al mondo». Insopportabilmente snob? Può darsi ma la curiosità di "salire a bordo"rimane!

ARRIVA LA PRIMA PERSONAL TV

New Economy Monitor/ 1424, 16 febbraio 2007, 3 ITALIA, La Mobile Media Company del gruppo Hutchson Whampoa presenta, in esclusiva per il mercato italiano, 3 POCKET TV, la prima "personal tv" DVB-H, con gestione dei diritti digitali (DRM) e guida elettronica dei programmi (ESG).




La 3 pocket tv, nata dalla collaborazione tra 3 ITALIA e QUANTUM, permetterà ai clienti di vedere i 12 canali digitali mobili DVB-H sull'ampio display da 4,3 pollici, con qualità digitale e brillantezza offerta da 16 milioni di colri a disposizione.
L’intero pacchetto Tv Digitale Mobile, con il meglio di Rai, Mediaset, Sky, i canali autoprodotti La3 Live e La3 Sport, diventa così disponibile con la qualità digitale del DVB-H. Grazie all’innovativa funzione “Time shift”, i clienti 3 potranno “mettere in pausa” la televisione in diretta e allontanarsi senza perdere nemmeno un minuto di programmazione. Il tasto “Time Shift” permette infatti di registrare il programma in diretta, fino ad un massimo di 5 minuti, e riprendere la visione dal punto in cui era stata interrotta. utilizzare la 3 Pocket Tv per ascoltare i file musicali preferiti in qualità stereo digitale, attraverso i due altoparlanti integrati o l’auricolare in dotazione, oppure visualizzare sull’ampio display a colori video e fotografie digitali

La 3 Pocket Tv, con caricabatterie da viaggio e auricolare stereo, sarà disponibile in esclusiva per i clienti 3 Italia dalla primavera 2007. “Il lancio in anteprima mondiale della 3 Pocket Tv conferma la nostra leadership nella fornitura di servizi e prodotti all’avanguardia”, ha affermato Vincenzo Novari, Ad di 3 Italia. “I risultati ottenuti con il lancio della prima Tv Digitale Mobile DVB-H al mondo ci spingono a continuare sulla strada intrapresa”.

giovedì 15 febbraio 2007

Dagli inventori di Skype, la tv «peer to peer»


La rivoluzione annunciata nei mesi scorsi ora è realtà: è online la versione beta della «tv peer-to-peer» messa a punto dai geniali fondatori di Skype.


Interattiva e gratuita, permette di vedere centinaia di programmi tv al pc con la stessa qualità d'immagine del televisore perché trasmette utilizzando anche la banda dei navigatori. Eccola l'evoluzione dei sistemi tipo Napster: chi si collega invece di condividere file audio o video come nei sistemi correnti di condivisione online mette a disposizione il proprio «spazio» di connessione. I contenuti invece arrivano da network come Mtv, già presente con alcuni suoi programmi nella versione di prova disponibile online.


GLI IDEATORI - Annunciato come «The Venice project» (Progetto Venezia), il nuovo servizio è diventato «Joost», si legge nell'homepage del sito da cui si accede alla versione beta. Gli inventori: Janus Friis e Niklas Zennstrom stanno dietro a due delle trovate più note e rivoluzionarie del Web: la prima è Kazaa, il popolare software di file sharing salito alla ribalta dopo la chiusura di Napster, e poi naufragato per le denunce di violazione di copyright dell'industria discografica e di Hollywood; la seconda è Skype, il programmino che ha diffuso nel mondo la comunicazione VoIP, attraverso cui oggi milioni di utenti possono telefonare gratis via Internet.


ANTIPIRATERIAE SPOT- però la concorrenza è già agguerrita: i contenuti video, con la diffusione della banda larga, sono infatti diventati il nuovo business di Internet e attirano tutti: dalle start up (YouTube e BitTorrent) ai colossi dei media (Murdoch). E la formula vincente è duplice: da un lato quella di mantenere la qualità di immagine della tv e la sua facilità d'uso, migliorando però altri aspetti: più offerta, più interattività (i singoli spettatori potranno intervenire direttamente sui programmi, modificarli, interagire con gli autori), meno pubblicità (gli spot saranno «più brevi e meno frequenti»). Dall'altro lato, «Joost» punta non solo su contenuti amatoriali come fa YouTube.
Alessandra Muglia

mercoledì 14 febbraio 2007

Cronache di Bassavilla 90


Chiudono i cinema tradizionali a Bassavilla. La morìa è iniziata con il Corso in via Dante, è proseguita con il Moderno di Piazzetta della Lega e adesso tocca all'Ambra, ben noto agli amici delle Cronache per essere stato molto tempo fa quel Dopolavoro Ferroviario che ospitò il 23 aprile 1916 le dissertazioni di Vittorio Galli sulle "Applicazioni di psicofisica in tempo di guerra" e l'ultimo Capodanno di Melissa Prigione al veglione del 31 dicembre 1924. Sono i cinema storici della nostra vita, dove men che adolescenti assistemmo, stretti fra paura e senso della trasgressione, alle proiezioni di Suspense, Psycho e Gli uccelli. Quando decidemmo, inconsapevolmente, che il cinema sarebbe stato passione maniacale sino all'ultimo giorno della nostra vita - uso il plurale non maiestatis perché parlo anche a nome di tanti altri - e associammo immagini e divieti (ai minori di 14 anni) a pulsioni interne difficili da definire, ma troppo piacevoli.
Chiudono, ed è un percorso senza ritorno. Perché diventano qualcos'altro: un megaposteggio, un supemercato, un qualche monumento alla stupidità di massa. Chiudono, si dice e si sostiene, perché uccisi dal DVD, da Internet, da SKY, dalle multisale, dai cellulari e da altri nuovi media.
Tornando al cinema e alla sua fine come rituale di massa, chi ha buona memoria sa che scrittori tipo Bradbury, Matheson o Sheckley hanno sempre insistito con rara comunione d'intenti sui pericoli concreti di un feticistico culto della visione, relegato tra le mura domestiche, primo atto in divenire della chiusura delle grandi sale tradizionali.

martedì 13 febbraio 2007

SPECIALE
Michele Francipane, l'autore del 'Giocabolario' nel mirino della Rai. Sabato e domenica ospite a Raidue e Radiodue- nelle trasmissioni “Mattina in Famiglia” e “L’altro lato”
di Giuseppe Sangiovanni

Il professore nativo di Caiazzo, ideatore della costituenda Accademia dei Ludogrammatici, è autore del Dizionario ragionato dei cognomi presentato lo scorso 15 agosto al Caffè della Versiliana. Collabora con Focus, Il Sole 24 Ore, Rizzoli, Mondatori e Fabbri. Fine settimana rovente, quello che si appresta a vivere Michele Francipane (nella foto). Il sessantasettenne professore caiatino, doppia laurea in tasca(Lettere e Pedagogia)- con studi approfonditi in matematica, filosofia e musica- dirigente scolastico in pensione- è una persona speciale- che esporta con successo-nell’intera penisola - la casertanità. Nativo di Caiazzo: una casa a Milano- nei pressi dello stadio San Siro, l’altra nei pressi del castello della sua amata Caiazzo- dove ritorna diverse volte nell’arco di un anno- Francipane è autore del Dizionario ragionato dei cognomi italiani-edito dalla Bur(Biblioteca Universale Rizzoli)- contenente oltre 25mila cognomi- presentato il 15 agosto scorso al Caffè della Versiliana. Ha pubblicato inoltre, Il Dizionario ragionato dei nomi(pubblicato sempre dalla Bur(contenente personaggi biblici, fantastici, mitologici, titoli d’opere d’arte letterarie e musicali, testate giornalistiche, trasmissioni radio-tv, frasi celebri, modi di dire plurilingue); Il Dizionario degli aneddoti(unico in Europa)- strumento utilissimo per chi lavora nei media – dalla carta stampata al web, dalle radio alle televisioni – perché consente d’arricchire, in modo colto e circostanziato, articoli, trasmissioni, interventi in dibattiti; “Ludogrammi”, presentato da Bruno Munari (Mursia), “Il somario: perle chicche e strafalcioni” (Rizzoli); “Lo specchio dei numeri” (Sonzogno) e “La Smorfia del terzo Millennio” (Fabbri). Per due decenni ha collaborato con la Mondatori, per le riviste della Disney, con il Sole 24Ore- rubrica Tempi e Passatempi, con Focus. I suoi giochi per grandi e piccini – noti in tutto lo stivale. Gioca con le parole. Le divide, le studia, le scansiona con il cervello- che è come una Tac. Suo il Giocabolario- che ha sedotto Dossena e Bartezzaghi. La soluzione per Il solitarie di Leibnitz- sempre sua. Creatore di neologismi. Ludogrammatica(giocare con i nomi)- Epistemonemia(indaga sui nomi delle scienze); Psiconomastica(onomastica applicata alla psicologia). In un momento particolare come questo- dove si parla e riparla di nuovi cognomi- non poteva mancare che lui- autentico esperto del settore-contattato da prestigiosi media nazionali. Dopo l’intervento su “Il Sole 24 Ore”- di oggi(25 gennaio)- il professore caiatino- sabato 27 gennaio- sarà ospite della trasmissione radiofonica “L’altro lato”- in onda su Radiodue- dalle 9,30 alle 10,30- programma di successo - ideato da Franco Taddei(autore trasmissioni di Fiorello). Il giorno dopo, domenica 28 gennaio- ospite, invece- negli studi televisivi di Via Teulada-nella trasmissione “Mattina in Famiglia”.

lunedì 12 febbraio 2007

Tommaso Tessarolo e "Il senso di una (r)evolution"

Il senso di una (r)evolution
di Tommaso Tessarolo21/01/2007


In questi ultimi giorni è tornato alla ribalta il nuovo progetto di Janus Friis e Niklas Zennstrom, il Venice Project. Un nome senza senso, che fortunatamente verrà cambiato, per un progetto che dichiara di voler far cambiare il modo di concepire la TV alla gente. Da come e quanto se ne sta parlando non c'è dubbio che sia partito con il piede giusto. Friis e Zennstrom sono due persone a dir poco esperte nella costruzione di piattaforme per la distribuzione di contenuti e servizi sul web. Nel marzo 2001 crearono il progetto KaZaa diventato in fretta uno dei network P2P più usati dal popolo Internet per lo scambio di qualsiasi tipo di contenuto digitale. Entrato rapidamente in disgrazia per evidenti problematiche legali a causa dell'enorme traffico di materiale sotto copyright quotidianamente scambiato, ha tentato progressivamente di spostarsi verso la distribuzione di materiale legale fino ad arrivare nel 2006 ad un accordo per la distribuzione delle produzioni di Universal Music, Sony BMG, EMI and Warner Music. Nel 2002, Friis e Zennstrom danno vita ad un altro progetto che vede la luce nel agosto del 2003. Il progetto in questione è il celeberrimo SKYPE, che diventa ben presto il network di Voice over IP più usato al mondo. Anche SKYPE fonda il suo funzionamento sul protocollo P2P, approccio assolutamente rivoluzionario per il settore, garantendo in questo modo una scalabilità dell'intero sistema virtualmente senza limiti a dei costi altrimenti impensabili. Il progetto SKYPE ha un una sorte decisamente più favorevole del suo predecessore tanto da arrivare ad essere venduto nell'ottobre del 2005 al gigante eBay per 1,9 milardi di dollari (ai quali vanno aggiunti 1.8 miliardi opzionati per il 2008). Dall'operazione Friis e Zennstrom escono con una credibilità alle stelle ed un cospicuo capitale realizzato. Non contenti dei successi ottenuti, i due paladini del P2P vedono per questa tecnologia nuovi campi di applicazione e decidono di non fermarsi convinti che proprio il P2P sia grado di offrire delle risposte definitive alle problematiche che la nuova, all'epoca solo presunta, evoluzione del web portava con sé. Era il 2004 ed i segnali di una imminente rivoluzione legata alla distribuzione del video su Internet c'erano già tutti.

Il 1 gennaio del 2005 Friis e Zennstrom cominciano le assunzioni per il loro nuovo progetto che chiamano temporaneamente "The Venice Project" finanziandolo di tasca propria con i proventi della vendita di SKYPE ad eBay. Le prime assunzioni, che riguardarono programmatori esperti presi dai principali progetti open source Apache, Mozilla, Ubuntu, e Subversion, accesero subito i sospetti di una nuova avventura P2P dei due ormai conosciuti come i fondatori di SKYPE. Project Venice ha aperto il 12 dicembre di quest'anno la sua fase beta riservata a 6000 persone, rivelando anche ai nostri occhi finalmente molti particolari. La modalità di visione, come promesso di Friis, è prevalentemente "non lineare". Un canale è di fatto composto da una serie di clip Video che vengono riprodotte in sequenza quando si accede al canale (molto bello il montaggio di tutte le novità che si ha all'avvio del client). Questo approccio garantisce una esperienza di TV di flusso per chi non ha intenzione di scegliere altro se non il canale, ma consente allo spettatore attivo di poter decidere in ogni momento quale singolo contenuto vedere. Il modello di business prevede due fonti di ricavo: innanzi tutto l'advertising ovvero pubblicità dentro i video e sponsorizzazioni dei canali. Quindi la vendita di contenuti a pagamento, della quale non si sa praticamente nulla anche se Friis ha dichiarato che alcuni contenuti saranno distribuiti protetti da DRM. Project Venice più che avere fornitori di contenuti mira ad avere partner interessati ad utilizzare la piattaforma, con i quali stringere relazioni di reciproca convenienza. Per un broadcaster poter trasmettere a tutto il pubblico della rete senza passare sotto la gogna dei telecom operator, e senza dover investire quantità di denaro ai limiti della sostenibilità, è una opportunità senza precedenti. Mentre per Venice sarà importante avere contenuti di pregio da proporre a chi scaricherà ed utilizzerà il client. Due sono le sfide ulteriori che il Project Venice si propone di superare. La prima è legata ai contenuti ad alta definizione, che indiscutibilmente faranno dai traino ad una nuova offerta televisiva di qualità, con un numero di potenziali clienti in forte crescita grazie all'entusiasmo che sta circondando questa nuova tecnologia. La seconda è quella che amo chiamare "la prova divano". Credo che la Net TV uscirà dallo stadio larvale solo quando riuscirà ad entrare, in maniera semplice e trasparente, dentro i nostri televisori, quando seduti sul nostro divano con il telecomando in mano potremmo indifferentemente scegliere se vedere la TV "classica" o la Net TV, in quel momento inizierà la vera battaglia. Entrambi gli obiettivi rientrano nei piani del Venice Project che dovrebbe uscire ufficialmente nei primi mesi del prossimo anno già con un offerta HD e con sul mercato uno o più "box" in grado di attaccarsi al televisore e ricevere direttamente questa nuova TV. Il Venice Project però non è l'unico progetto di questo tipo in attività. Pur essendo indiscutibilmente quello che ha attirato il maggior numero di attenzioni si trova già oggi in compagnia di diversi servizi concorrenti. non lineare, sempre grazie ad un client da scaricare. Diversi canali tematici a disposizione con la possibilità di vedere la TV in maniera "passiva" o di poter scegliere e raggruppare i contenuti di proprio interesse. Anche in questo caso è previsto il superamento della "prova divano", mentre l'uscita sul mercato è ancora incerta anche se il livello di compiutezza del client che abbiamo provato è tale da far presupporre un lancio non così in là nel tempo.
Oggi Zudeo offre un esperienza decisamente diversa da Venice o da Babelgum, ma le evoluzioni previste lo porteranno ad essere un'altra piattaforma del tutto assimilabile. E siamo a tre. Ma è importante considerare anche tutte le piattaforme commerciali che da tempo esistono per la distribuzione di contenuti P2P, purtroppo tutte affette dal grave problema della scarsa diffusione dei loro client. Uno su tutti è Octoshape che a differenza di tanti altri offre una tecnologia P2P pensata principalmente per trasmettere contenuti in diretta, in netta controtendenza.
Stiamo anche noi cercando di focalizzare un obiettivo preciso ma il fenomeno si sta diffondendo più delle nostre aspettative. Per noi il Venice Project è solamente un altro programma... se contribuisce alla comunità intera ci fa enormemente piacere. Apprezziamo Skype per aver capito l'importanza dell'iptv/videosharing. Comunque vi vorrei segnalare un ottimo p2p-tv per ora disponibile solo in svizzera ma che da nostri test promette molto bene: www.zattoo.com" Ecco un'altra piattaforma e un altro addetto ai lavori contento dell'effetto benefico che il Venice Project sta portando al mondo P2P.
Gli unici veri oppositori rimasti sono purtroppo i telecom operator.

domenica 11 febbraio 2007

Media: Tra cinque anni Il New York Times sarà solo su Internet

"Non so se tra cinque anni ci sarà ancora l'edizione cartacea del New York Times e nemmeno mi importa molto". Lo ha detto in un'intervista al giornale israeliano Haaretz l'editore del prestigioso quotidiano Usa, Arthur Sulzberger.
La dichiarazione choc è arrivata dopo che il sito web del giornale è arrivato a una media di un milione e mezzo di visitatori al giorno, mentre il "Times" di carta ha "soltanto" 1,1 milioni di abbonati. Insomma, il futuro del giornalismo è nella Rete. Così Sulzberger: "Internet è un posto bellissimo dove stare, e lì siamo leader". Dunque, la sfida dell'editore nei prossimi anni sara proprio questa: gestire la transizione dalla carta al monitor. "Il Times è in viaggio, e il viaggio finirà quando decideremo di terminare la stampa del giornale".