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domenica 1 aprile 2007

CINEMA DIGITALE: NEL 2013 SORPASSERA' QUELLO A PELLICOLA 35MM


La diffusione nelle sale di tutto il mondo del cinema digitale, che lo scorso anno ha registrato un'impennata imprevista, sta procedendo a un ritmo tale da far prevedere entro sei anni, nel 2013, il sorpasso dei proiettori digitali su quelli a pellicola 35 millimetri.




La previsione, elaborata in base a modelli matematici, è stata annunciata da Media Salles, progetto che opera nell'ambito del Programma Media dell'Ue col sostegno del governo italiano, per promuovere la distribuzione nei cinema di prodotti audiovisivi europei.
Quella alle è porte è una rivoluzione "che nasce come squisitamente tecnologica, ma che è desinata ad avere effetti soprattutto dal punto di vista commerciale sul business dell'esercizio cinematografico, trasformandolo in qualcosa di diverso da come oggi lo conosciamo", rileva uno studio curato da Marco Del Mancino, esperto di marketing, per Media Salles, che ne ha fornito un'anticipazione a Reuters, in vista della presentazione in apertura del corso "DigiTraining Plus", che si terrà fino al 1° aprile presso la sede di Barco a Kuurne, in Belgio.




I dati riportati dall'esperto. Secondo Del Mancino, dopo il boom nella diffusione del digitale nelle sale nel 2005 (+81%), gli esperti del settore si aspettavano un 2006 in tono minore, di transizione.
Invece dai dati diffusi il mese scorso da Media Salles, a fine 2006 gli schermi digitali nel mondo hanno raggiunto quota 2.866, con un incremento boom, più 383%, rispetto all'anno prima, con Asia ed Europa in aumento stabile (+70% e +168%), mentre il Nord America ha allungato il passo con un più 1.031%.
Elaborando uno strumento previsionale consolidato, preso a prestito dallo scientific management e dalla ricerca demografica in base a una logica matematica su un modello di diffusione "epidemiologico", Media Salles prevede che anche se si giungerà alla saturazione del 99% del mercato potenziale (oltre 105.000 schermi attivi nel mondo) solo nel 2019, il picco delle adozioni si realizzerà già nel 2013 (con oltre 20.000 nuovi impianti installati), anno in cui dovrebbe avvenire il sorpasso della tecnologia basata sul 35mm.
Tra circa cinque anni dunque, il D-Cinema, rileva ancora Del Mancino, potrebbe passare da una realtà marginale (oggi è adottata solo nel 3% degli schermi mondiali) a una che vale miliardi di euro, "con importanti implicazioni non solo commerciali e tecnologiche, ma anche socio-culturali e quindi politiche".© Reuters 2007. Tutti i diritti assegna a Reuters.

sabato 31 marzo 2007

GIOVANI IN RETE SBARCA ON LINE DIRE GIOVANI.IT





E' on-line, dal 27 marzo 2007, www.diregiovani.it, il portale di informazione multimediale dell'agenzia di stampa "Dire" dedicato ai ragazzi.






Obiettivo Con blog, post, web tv, videoproduzioni, notizie dalla redazione multimedia della Dire e servizi (scritti, video, audio) realizzati dai giovani stessi e dagli utenti del portale, il sito internet vuole essere un punto di riferimento per i ragazzi, uno spazio dove potersi esprimere, soddisfare le proprie curiosita', avanzare proposte e porre domande sui loro problemi. E ancora: un tg interattivo, rubriche, tanti link, immagini, curiosita' e notizie. Ma, appunto, anche la possibilita' di contribuire al sito attraverso propri reportage, foto e messaggi.






I realizzatori Per dare risposte ai ragazzi, esperti e istituzioni si sono alleati: hanno infatti deciso di lavorare insieme gli assessorati alle Politiche giovanili e quello alla Famiglia del Comune di Roma, il servizio di psicologia dell'Istituto di Ortofonologia di Roma, la Societa' italiana di medicina dell'adolescenza e l'Istituto italiano di medicina sociale. Le risposte ai ragazzi (verra' garantito loro l'anonimato, e potranno inviare le domande alla rubrica 'Chiedilo all'esperto') arriveranno da psicologi, adolescentologi e altri esperti.






Gli argomenti Gli argomenti saranno i piu' svariati: stili di vita, dipendenze, famiglia, sessualita', spazi urbani, scuola, rapporto con il proprio corpo e la propria immagine.




La presentazione A presentare il portale, il 27 marzo in una delle due sedi romane dell'agenzia Dire (in piazza Alessandria), sono stati gli assessori comunali Jean Leonard Touadi (Politiche giovanili, Rapporti con le universita' e Sicurezza) e Lia Di Renzo (Politiche di promozione della famiglia e dell'infanzia), il responsabile del servizio di psicologia dell'Istituto di Ortofonologia di Roma, Federico Bianchi di Castelbianco, il direttore generale dell'Istituto italiano di medicina sociale, Giovanni Maria Pirone, il direttore della Dire, Giuseppe Pace, e il responsabile dell'ufficio stampa del Forum nazionale giovani, Marco De Amicis.

venerdì 30 marzo 2007

Scepi, il valore pedagogico della pubblicità

Ultimi giorni per visitare, alla Galleria Comunale d'Arte Moderna di Cesena, la mostra antologica Franco Scepi Arte - Pubblicità 1960-2007, che ripercorre la lunga carriera di questo artista, copywriter, art director fra i più creativi che hanno operato e operano in campo pubblicitario.E poiché Franco Scepi, oltre a quanto detto sopra, è anche un autore che crede nell'etica della comunicazione, nella responsabilità di chi mostra, l'antologica è stata aperta con un evento di comunicazione etica, intitolato aNOressia mort-a-porter e consistente in una installazione inedita e attualissima realizzata da Scepi per l'occasione, che è stata poi commentata in una tavola rotonda da esperti dei settori della società coinvolti nel problema degli effetti devastanti che il modello di bellezza femminile proposto dal mondo della moda ha sulla salute psicofisica di molte giovani donne.All'incontro di apertura della mostra, sintetizzato dal critico Aldo Benedetti con lo slogan "Non farti sfilare la vita", sono intervenuti il medico e psicoterapeuta Fabio Piccini, che ha sottolineato l'aspetto terapeutico della comunicazione creativa e il valore pedagogico dell'opera di Scepi; la psicoterapeuta nonché teorica dell'Over ad' Art (la forma di Post-Pop Art creata da Scepi) Enrichetta Buchli, che ha parlato della corrispondenza tra il lavoro di Scepi e la propria professione di psicoterapeuta; l'esperto di marketing della moda Paolo Clementi, che ha illustrato i tanti retroscena che avvengono nel mondo della moda e il loro effetto sulla psicologia di massa; il direttore della Publisì Comunicazione di Piacenza nonché ex segretario generale della Fondazione Gorbaciov, Cristiano Grandi, che ha ricordato i tanti anni di collaborazione con Franco Scepi (autore, lo ricordiamo, del simbolo Man for Peace sottoscritto nel 2000 da tutti i Premi Nobel della Pace del Mondo e del monumento La Goccia simbolo delle Madri della Terra) e che ha illustrato il nuovo programma in cantiere intitolato Action and passion for peace.La mostra si era aperta con i saluti del Sindaco di Cesena Giordano Conti, che ha elogiato il lavoro di Scepi e il suo rapporto con l'arte del comunicare, e dell'assessore alla cultura Daniele Gualdi, il quale ha sottolineato come l'inaugurazione dell'antologica sia avvenuta quasi in contemporanea con la presentazione a Cesena del film documentario La strada di Levi di Davide Ferrario, che richiama fortemente l'iconologia de L'uomo di marmo di Andrzej Wajda, il cui celebre manifesto è opera dello stesso Scepi.L'antologica, le cui pubbliche relazioni sono curate da Giorgio Betti in collaborazione con Attilio Zammarchi, organizzatore generale della mostra, rimarrà aperta fino a domenica. Orari: mattino dalle 9.30 alle 12.30, pomeriggio dalle 16.30 alle 19.30 (chiuso il lunedì). L'ingresso è libero

martedì 27 marzo 2007

Università: via alle preiscrizioni online


Da oggi prende ufficialmente il via la macchina organizzativa del prossimo anno accademico: i circa 470 mila studenti del quinto anno della scuola superiore potranno scegliere tramite Internet l’ateneo e la facoltà universitaria.In base al decreto firmato pochi giorni fa dal ministro dell’Università e della Ricerca, Fabio Mussi, si tratterà di una prescrizione ufficiale che potrà essere trasmessa fino al 20 aprile. La scelta potrà avvenire attraverso uno dei tanti computer presenti a scuola, con l’aiuto dei propri insegnanti, o per chi è fornito di computer direttamente a casa assieme ai familiari: «è bene sapere - spiegano dal ministero - che però per i ragazzi non si tratta di una scelta irrevocabile». Per gli atenei si tratta comunque di indicazioni importanti poiché è statisticamente provato che molti degli studenti non cambieranno idea: in base ai dati raccolti, le amministrazioni accademiche potranno così organizzare preventivamente il sistema di accoglimento delle matricole e il loro orientamento. Per prescriversi basterà collegarsi all’indirizzo web universo.miur.it e riempire l’apposito modulo: agli alunni delle ultime classi degli istituti di istruzione secondaria di II grado viene richiesto, subito dopo l’inserimento dei dati personali e di quelli relativi alla scuola frequentata, se hanno intenzione di iscriversi all’Università, se sono interessati a proseguire gli studi attraverso altri percorsi formativi (ad esempio, Accademie di Belle Arti, Conservatori di Musica, Istituti superiori per le industrie artistiche, Scuole superiori per mediatori linguistici, corsi Ifts) oppure se pensano ad un immediato inserimento nel mondo del lavoro dopo il conseguimento del diploma scolastico. La compilazione del modulo (al momento è disponibile ’on linè un facsimile del modello che sarà inserito nel suddetto sito a partire, probabilmente, dal 19 marzo) prevede poi l’individuazione - partendo dalle «aree didattiche-culturali» Sanitaria, Scientifica, Sociale, Umanistica e proseguendo con la scelta della classe di laurea e la sede universitaria - del corso preferito: in caso di indecisione se ne possono indicare tre, anche di Istituzioni superiori differenti, in ordine di priorità. In fondo al modulo è possibile anche segnalare se si è interessati a ricevere informazioni sulle borse di studio per studenti capaci, meritevoli e privi di mezzi. Inoltre, viene chiesto agli alunni disabili se hanno necessità di ausili personalizzati. Al modulo telematico (per la compilazione del quale anche quest’anno è stato predisposto un sistema di lettura per gli alunni non vedenti) fa seguito un questionario che gli studenti possono compilare per motivare le scelte ed evidenziare quali attività ritengono più utili per verificarle. Il questionario consente ai ragazzi anche di esprimere cosa si attendono dall’esperienza universitaria e quali sono, secondo loro, le differenze sostanziali fra studiare a scuola e all’università. Nell’anno accademico in corso il numero degli immatricolati -327.000 suddivisi 85 atenei - è stato inferiore a quello dell’anno precedente. Rimane in piedi, come confermato giovedì scorso dal ministro Mussi all’inaugurazione del Festival della Matematica, lo scetticismo delle matricole per le facoltà scientifiche. In calo le adesioni anche per Lingua e letteratura italiana, Scienze della Comunicazione e dello spettacolo, Sociologia e Psicologia. Tra le facoltà che hanno invece riscosso maggiore apprezzamento nell’ultimo anno figurano Scienze sociali, Scienze e Tecnologie, Scienze Ambientali, Scienze del Benessere, scienze Manageriali, Farmacia e Studi orientali.

UN'ANTOLOGIA DI GIOVANI SCRITTORI DA MINIMUM FAX

Un'antologia dei giovani scrittori italiani di questi ultimi anni. Un'antologia con cui verificare quali sono le prospettive per la letteratura italiani nei prossimi anni. Racconti redatti dagli esordienti italiani 'pescati' tra le tante pubblicazioni che compaiono sulle riviste cartacee e sulla rete telematica. E' questo l'obiettivo del lavoro proposto dallo scrittore e redattore della rivista letteraria Nuovi Argomenti Mario Desiati ''Voi siete qui. Sedici esordi narrativi'' pubblicato dalla casa editrice Minimum Fax. Stili diversi. Attitudini letterarie particolari. Argomenti lontani tra di loro con cui descrivere realta' spesso contraddittorie e conflittuali. Sono tanti i temi che vengono trattati nelle opere presentate da Desiati. Temi che sono stati sottoposti al vaglio dei critici della rivista e della casa editrice.

lunedì 26 marzo 2007

Ufficio postale l’ultimo emporio dell’era virtuale


Tutti in coda per diventare operatori mobili virtuali. Le più interessate sono le società di grande distribuzione che potranno vendere traffico telefonico, che i clienti potranno mettere direttamente nel carrello del supermercato. L’opportunità fa giustamente gola anche a Poste Italiane che, sul territorio, ha una presenza capillare tramite oltre 14mila uffici postali e, tra raccomandate e francobolli, può riuscire a smerciare anche cellulari e traffico telefonico. E se la Coop dovrebbe cominciare a vendere tra pochi mesi connettività mobile usando la rete di Tim, Poste Italiane, secondo indiscrezioni non confermate da entrambe le società, sta per firmare un analogo contratto con Vodafone.In realtà la lista degli aspiranti operatori virtuali è molto lunga. Tante sono infatti le aziende che vorrebbero affittare la rete di un operatore mobile e diventare loro stessi gestori telefonici. A spingere sul fronte dell’operatore virtuale c’è anche l’Authority per le telecomunicazioni e l’Unione Europea. In altri Paesi come l’Inghilterra e la Francia gli operatori virtuali sono già attivi da alcuni anni, garantendo maggiore concorrenza nel settore. Sul fronte del servizio l’operatore virtuale dovrebbe funzionare come un normale gestore telefonico garantendo soprattutto la possibilità di telefonare mentre ancora non si conoscono le caratteristiche dei servizi che potranno essere aggiunti.

domenica 25 marzo 2007

Master in Mediazione familiare



La mediazione familiare, agli inizi degli anni ‘80 ha avuto una grande diffusione prima negli Stati Uniti e in Canada e subito dopo in molti Paesi Europei. Da alcuni anni si sta rapidamente diffondendo anche in Italia.
Il primo servizio pubblico di mediazione familiare è stato istituito dal Comune di Milano nel 1989.
Successivamente sono stati aperti numerosi altri centri (sia pubblici che privati) che offrono servizi di mediazione familiare. È prevedibile che nei prossimi anni si manifesti un ulteriore incremento di questi servizi (tra l’altro, sono stati presentati alcuni disegni di legge che prevedono, in varie forme e con diverse modalità, l’intervento del mediatore familiare). Un forte impulso alla diffusione della mediazione familiare è stato dato da alcune istituzioni europee (in particolar modo il Consiglio d’Europa) che hanno stimolato gli Stati membri dell’Unione Europea ad introdurre e promuovere la mediazione familiare, o, dove necessario, potenziare le attività di mediazione familiare esistenti.
Il mediatore familiare può svolgere la propria attività presso centri pubblici, presso centri privati (cooperative, associazioni, ecc...) o come libero professionista.
L’obiettivo principale del Master è quello di formare, (secondo i criteri stabiliti dal Forum Europeo di Formazione e Ricerca in Mediazione Familiare) operatori che siano in grado di utilizzare le tecniche di mediazione familiare in diversi contesti e in diversi ambiti, sia pubblici che privati.
I metodi d’insegnamento utilizzati nel master comprendono: lezioni teoriche frontali, esercitazioni pratiche, simulate, role playing, visione di video di sedute di mediazioni, tirocinio e stage.
Il master è prevalentemente rivolto a: Psicologi, Avvocati o Laureati in Discipline Giuridiche, Sociologi, Assistenti Sociali e Operatori Sociali, Pedagogisti o Laureati in Discipline Didattico-Educative.

giovedì 22 marzo 2007

A MESTRE I PRIMI DOTTORI IN GRAFICA E MULTIMEDIA

A Mestre si formeranno i cervelli della comunicazione grafica e multimediale. Dal prossimo anno accademico saranno attivati i corsi della nuova laurea triennale in Scienze della Comunicazione grafica e multimediale, con due indirizzi: Comunicazione grafica-pubblicitaria e Comunicazione d'impresa e istituzionale.

Si tratta di una disciplina nuova, con nessun altro esempio uguale in Italia. Spiega il suo coordinatore responsabile, don Walter Cusinato, che è anche segretario della Sisf, l'istituzione universitaria in cui si colloca: «E' un corso aperto anche ai diplomati nei licei, negli istituti tecnici e professionali e che abbiano interesse per questo tipo di laurea. Non abbiamo però voluto puntare primariamente agli aspetti tecnologici, che interessano di più facoltà come ingegneria o informatica applicata; quanto piuttosto all'area della comunicazione, nel senso più ampio del termine e attraverso i più diffusi e moderni supporti: dalla carta stampata, al web, alla comunicazione multimediale».

«Non parliamo di giornalismo, né di cinema, di televisione o di radiofonia, anche se si parlerà anche di questi media», spiega don Cusinato. «Vogliamo formare un professionista del comunicare attraverso mezzi tradizionali - dépliant, brochure, manifesti... - e multimediali - siti web, cd e dvd - pur sapendo che tre anni sono solo un inizio».

Le varie discipline formeranno sui processi grafici e l'organizzazione di aziende di questo tipo; ma anche sulla comunicazione d'azienda o istituzionale, portando a individuare le strategie migliori per comunicare e presentare un prodotto.Chi avrà in tasca questa laurea potrà cercare lavoro in aziende che operano nel campo della grafica, della comunicazione e della multimedialità in genere; potrà spendersi in un'attività libero professionale o collaborare con studi di progettazione grafica e multimediale; infine nelle istituzioni e nella pubblica amministrazione, che sempre più si dota di professionalità in questo settore.
Il corso sarà strutturato in un biennio comune per tutti e un terzo anno specifico per l'indirizzo scelto (comunicazione grafica-pubblicitaria o comunicazione d'impresa e istituzionale).

«Durante i primi due anni - spiega il responsabile - vogliamo formare le persone con discipline come antropologia e comunicazione, sociologia, semiotica, estetica, filosofia del linguaggio, psicologia della comunicazione, storia dell'arte moderna e del disegno grafico... far crescere le idee, insomma».
Precisa don Walter Cusinato. «Sia al primo che al secondo anno abbiamo due importanti laboratori, di informatica di base applicata e di informatica multimediale, per acquisire una serie di competenze e abilità, visto che il computer per questi professionisti è come il pennarello per il disegnatore. Non vogliamo però semplicemente insegnare ad usare un determinato programma informatico; ma dare le competenze per scegliere, in base alle idee che si vogliono comunicare, lo strumento più adatto. Il terzo anno, in particolare, si sviluppa la progettualità e ci si sperimenta con questi strumenti. E' previsto anche il tirocinio presso aziende».
E dopo la laurea triennale? Stiamo già pensando ad avviare un biennio di laurea specialistica, magari in accordo o in collaborazione - comunque in dialogo - con altre università del territorio. Per formare professionisti ad alto livello nel settore grafico e poter dare un titolo di studio adeguato a possibili futuri docenti di queste discipline».

venerdì 23 febbraio 2007

L’«AFFECTIVE COMPUTING» PER IMPARARE A COMUNICARE


Debutta MySelf, piattaforma e-learning per insegnare a riconoscere le emozioni e a gestire le relazioni.

Formare il personale di aziende bancarie e strutture sanitarie nella gestione della comunicazione e delle proprie emozioni nelle relazioni interpersonali, anche a contatto con individui di altre culture. Questo è stato l’obiettivo di MySelf, (Multimodal e-learning system based on simulations, role playing, automatic coaching and voice recognition interaction for affective profiling), progetto Craft (Co-operative Research Action for Technology Projects) sull’e-learning.

Elemento cardine, nel progetto, è stato il tema dell’affective computing che consiste in forme di utilizzo della tecnologia in grado di relazionarsi, ma anche di modificare o influenzare le relazioni. Nell’e-learning l’affective computing può consentire di interpretare i segnali comportamentali dei partecipanti, supportando la formazione in modo personalizzato ed efficace. Hanno caratterizzato il progetto l’apprendimento collaborativo, i giochi di ruolo, un tutor virtuale, Linda (acronimo di Learning Intelligent Dynamic Agent), accanto a un tutor umano, una metodologia cognitiva e il riconoscimento vocale.

Alcuni degli aspetti innovativi del percorso in e-learning sono: esprimere emozioni tramite il tutor virtuale che presenta le attività e guida il partecipante attraverso le prove, riconoscere gli stati emotivi del discente dal tono di voce da lui usato.Di fronte a una particolare situazione (come l’approccio con un cliente polemico in ambito bancario, o il dialogo con una paziente extracomunitaria intenzionata a interrompere una gravidanza nella versione per i medici) il discente doveva scegliere le risposte più adeguate dal punto di vista della comunicazione ed della sfera emotiva, per apprendere i comportamenti più appropriati alle situazioni reali.

L’intenzione è di continuare nelle attività di ricerca per perfezionare sempre più la soluzione utilizzata, anche in vista della sua commercializzazione. L’obiettivo è di rendere disponibile percorsi didattici adatti a formare anche quanti svolgono lavori di relazione in settori diversi da quello bancario o sanitario.

QUANDO NON SI PUO’ FARE A MENO DEL WEB


Passare ore ed ore davanti allo schermo di un computer, talvolta dimenticandosi di mangiare e anche di dormire; creare relazioni e amicizie solo attraverso la Rete; non sentirsi a proprio agio nei contatti faccia a faccia; Preferire una partita a scacchi o a poker on-line piuttosto che affaticarsi nelle corrispettive versioni “reali” di questi passatempi…le piccole e grandi manie del popolo di Internet.

I più fatalisti hanno lanciato subito l’allarme: Internet fa male!!! Influisce sulla psicologia dei propri utenti fino a distruggere la capacità di relazionarsi normalmente con persone in carne ed ossa!!! La realtà virtuale crea un mondo parallelo in cui l’internauta si rifugia, sfuggendo ai problemi della vita reale. E questi effetti sono dannosi, soprattutto se davanti allo schermo c’è un bambino o un adolescente, senza il controllo dei genitori.

Gli allarmisti non sono tutti pazzi visionari. Alcuni riscontri scientifici, in effetti, ci sono: Matthias Jerusalem, professore del dipartimento di Psicologia mentale e pedagogica dell’Università di Humboldt a Berlino, è uno dei massimi studiosi europei di Internet Addiction Disorder, sindrome da dipendenza dalla Rete.

Ma cosa si intende per dipendenza? Reazioni di insoddisfazione o ansia in assenza di un collegamento a internet, incapacità di disconnettersi, sesso elettronico e voyeurismo. Un rapporto distruttivo e deleterio quello che i rete-dipendenti hanno con Internet.


La soluzione a questa malattia di ultima generazione? Ancora non c’è. Ma rivolgersi a un’assistenza psicologica è un buon inizio.

I “drogati da Web” sono principalmente gli americani: il 12,5 per cento degli internauti ammette di avere una dipendenza morbosa dalla Rete, alla stregua di tabagismi o tossicodipendenti. Un giorno senza internet, infatti, per loro è una sofferenza. Di questi, il 9 per cento si vergogna di ammettere la propria net-dipendenza e vorrebbe smettere. Già perché l’attaccamento maniacale al computer in alcuni casi ha minato i rapporti degli utenti con le persone care.

Come uscire dal tunnel di questa dipendenza? Il percorso di guarigione e riavvicinamento progressivo alla realtà è tortuoso. Esistono gruppi di assistenza… Paradossalmente, anche sul web. Alcuni siti, come l’agenzia di stampa netdipendenza.it trattano il tema in modo completo e sfaccettato e offrono uno sportello di psico-assistenza on-line.

giovedì 22 febbraio 2007

PARIGI. “L’IDIOTA DIGITALE” di TJUNA NOTARBARTOLO.


Il saggio “L’idiota digitale” ha un impianto intellettuale e rimanda a considerazioni e riflessioni che vanno dal filosofico al sociologico, dalla psicologia ai vari temi delle scienze della comunicazione. Si tratta di un breve saggio su un argomento di grande contemporaneità nel campo delle comunicazioni, una riflessione sull’ultimo medium: la televisione digitale terrestre.

Tjuna Notarbartolo, giornalista, critico letterario, dirige il Premio Letterario Elsa Morante, esperta di mass-media, laureata in scienze della comunicazione, elabora un nuovo modello di produzione comunicativa e culturale.
Il suo saggio vuole essere uno studio scientifico-filosofico, che prende le mosse dagli approcci ai mass-media di Marshall McLuhan, e ripercorre le linee guida del guru delle scienze della comunicazione ed applicandole, prospetticamente, a quel “medium” che non ha potuto conoscere, ma che, in qualche modo, immaginava già.

Un libro, al tempo stesso scientifico e divulgativo, per appassionati, studiosi o semplici curiosi, con riflessioni ed approfondimenti che spaziano dalla psicologia alla sociologia, alla comunicazione politica, oltre che, naturalmente, dalla storia dei mass-media alle scienze della comunicazione.
E’ un saggio ingegnoso, sdrammatizzato da un’ironia che comincia sin dal titolo…da leggere, per approfondire.

martedì 13 febbraio 2007

Le pari opportunità sotto la lente del Cnr



Le pari opportunità sotto la lente del Cnr
Lis, una lingua ricca di possibilità

“Qualche anno fa vedere per strada, al bar o sui mezzi pubblici i sordi che comunicavano a gesti suscitava al massimo curiosità. Ora sulla lingua italiana dei segni (Lis) si sa molto e questa conoscenza ha permesso ai non udenti di avere opportunità simili a quelle di chi sente. Tutto ciò è stato possibile grazie alla ricerca”. A pronunciare con soddisfazione queste parole è Virginia Volterra, dell’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione (Istc) del Cnr di Roma, la struttura scientifica che per prima in Italia si è dedicata allo studio sistematico della Lis, contribuendo in maniera significativa a cambiare la vita dei sordi.“L’interesse per la lingua dei segni”, racconta Volterra, “è iniziata presso il nostro Istituto (allora si chiamava Istituto di psicologia n.d.r.) dagli anni ’80. E’ bene ricordare che all’epoca questa forma di comunicazione non aveva neppure un nome: i sordi, che la usavano da tempo immemorabile come una sorta di ‘lingua privata’, la chiamavano ‘mimica’; gli udenti usavano invece il termine ‘linguaggio gestuale’ o ‘linguaggio mimico-gestuale’, Siamo stati noi, uniformandoci ad altri paesi europei ed extra europei, a scegliere il termine ‘lingua dei segni italiana’ “.Via via che le ricerche procedevano la lingua dei sordi si rivelava una forma di comunicazione molto più complessa di quanto apparisse all’esterno. “Studiando abbiamo scoperto regole che, in qualche modo, corrispondono alle strutture delle lingue vocali: la Lis ha tutte le caratteristiche tipiche di una vera e propria lingua, cioè un’articolazione sistematica, corrispondente all'articolazione fonologica che troviamo nella lingua vocale, ha una grammatica e una sintassi e ha norme in base alle quali i segni si modificano e si combinano con altri segni per formare le frasi, come avviene nelle lingue vocali in cui da un ristretto numero di fonemi e dalla loro combinazione è possibile creare un numero infinito di parole”.I primi risultati di queste acquisizioni furono immediati: “Il primo passo, per noi”, dice Volterra, “è stato imparare questa lingua, e devo confessare che non è stato facile, tanto che ancora oggi commettiamo molti errori. Non solo, dal 1982 è iniziato presso il nostro Istituto il primo corso di lingua dei segni, a cui seguirono pochi mesi dopo altri due corsi: uno per interpreti, l’altro per operatori e tecnici della Lis, organizzati dalla Regione Lazio, con la consulenza dell’Istc-Cnr”.Nello stesso periodo poi l’interesse cominciò a diffondersi in altri settori operativi, coinvolgendo logopedisti e insegnanti che erano alla ricerca di nuovi itinerari educativi, non soddisfatti in pieno dal metodo orale. “In particolare”, precisa la studiosa dell’Istc-Cnr, “un gruppo di logopediste cominciò a utilizzare il metodo bimodale con bambini in età prescolare, proponendo loro il linguaggio verbale accompagnato dal gesto; e in una scuola media speciale di Roma, due docenti iniziarono una sperimentazione didattica che prevedeva l’utilizzazione della Lis per migliorare l’espressione scritta e orale degli alunni, per dare loro il maggior numero di conoscenze sia sul piano del comportamento e dell’interazione sociale che sul piano culturale”.Poi incontri, convegni, pubblicazioni e approfondimenti hanno fatto il resto, apportando importanti cambiamenti nella società. “L’Ente nazionale dei sordi”, continua la ricercatrice, “ha attivato corsi Lis su quasi tutto il territorio nazionale. In diverse parti di Italia sono nate associazioni e cooperative per la diffusione della Lis, alcuni telegiornali vengono tradotti in Lis e interpreti Lis sono spesso attivi nel corso di manifestazioni pubbliche, ma soprattutto la Lis ha cominciato a entrare in alcune scuole e università. Sono stati pubblicati dizionari, grammatiche, ricerche linguistiche, psicolinguistiche, psicopedagogiche, sono nate nuove figure professionali: assistente alla comunicazione, educatore sordo, interprete Lis”.Risultati indubbiamente soddisfacenti, ma c’è ancora qualcosa da fare. “Occorre”, conclude Volterra,” un riconoscimento legislativo della Lis come una delle lingue minoritarie; corsi di lingue dei segni poi dovrebbero diventare insegnamenti ordinari nelle nostre università”.
Rita Bugliosi